Generazione Z consumatori consapevoli di un futuro immediato

Tutti nati dal 1995 ad oggi, i giovani consumatori appartenenti alla Generazione Z (anche conosciuti come Post Millennials visto che di questi ultimi sono i diretti successori e stanno per superarne il numero) meritano e chiedono a gran voce attenzione.

Costituiscono infatti una generazione più dinamica di quel che si possa pensare e decisamente più cosmopolita di quanto lo siano state tutte le precedenti. Attirare la loro attenzione a livello commerciale richiede un nuovo sforzo che sappia andare oltre la vuota pubblicità del momento. La Generazione Z vuole infatti sentirsi rappresentata, in sintonia morale con la realtà che li circonda a livello politico, sociale, economico.

Il credo della Generazione Z

Per entrare in contatto con questa generazione di cittadini globali che dà priorità all'inclusione culturale e prova a costruire insieme un futuro migliore, occorre conoscere ma soprattutto rispettare le regole del loro gioco. "Diversità" è la parola chiave per individuare quali siano le esigenze della Generazione Z. Proprio in nome della diversità e della sua accettazione, infatti, i membri della Generazione Z portano avanti la maggior parte delle loro condivisibili battaglie.

Le varie identità ed espressioni di genere, così come gli orientamenti sessuali che sono stati a lungo condannati, oggi reclamano attraverso la voce della Generazione Z il loro spazio nella società. La fluidità sessuale si contrappone al modello obsoleto dell'eteronormatività. In parole semplici: la Generazione Z lotta perché l'eterosessualità non venga più vista come la norma da trasgredire, poiché (sganciandosi dalle rigide, dannose tradizioni patriarcali) ogni identità della sfera sessuale è valida quanto le altre.

Anche la razza o la religione, che da sempre sono causa di pesanti discriminazioni se non addirittura di persecuzioni, vengono rivalutate dalla Generazione Z. Così come ad esempio le condizioni di disabilità o le malattie mentali, troppo a lungo trattate pietosamente come sinonimo di subumanità. Anche gli standard di bellezza che promuovono una perfezione innaturale vengono rigettati in quanto falsi e pericolosi.

Insomma secondo il pensiero della Generazione Z è giusto che ogni aspetto che caratterizzi l'essere umano (purché non vada a danneggiarne un altro) coesista sullo stesso piano di tutti gli altri. Ogni sfumatura della pelle, ogni cultura, ogni bisogno e ogni corpo vogliono finalmente riconosciuta la propria dignità a esistere ed essere visibili, contro quello che è stato fin'ora lo standard irrealistico di maschio bianco, sano, eterosessuale al centro del mondo. La società è estremamente variegata, un tripudio di forme e colori: la Generazione Z non è disposta a fingere che non sia così.


Quello che la Generazione Z si aspetta dalle aziende

Da un lato dunque questa generazione valorizza, esalta e protegge il concetto di diversità in quanto fondamento dell'esperienza umana, e promuove sentimenti che ispirino valore individuale indipendente da quello economico; dall'altro, l'unità di fondo nel portare avanti questi ideali ne fanno una generazione che dà importanza a tutte le differenze personali senza usarle come pretesto di conflitto. Insomma una generazione compatta nei momenti che contano, lontana dai muri che dividono in nocive subsezioni tanto i Boomers quanto i Millennials. Essenzialmente, tale filosofia di pensiero si potrebbe riassumere con lo slogan "me is we" (io sono noi). Proprio perché gli appartenenti alla Generazione Z si considerano realmente parte di una comunità, di qualcosa di più grande del singolo individuo, è accettando ed edificando gli altri che sollevano anche se stessi in quello che è uno sforzo incredibilmente umano.

La Generazione Z vede il suo mix di diversità come una risorsa, meritevole di essere riconosciuta e ritenuta valida in tutte le sue sfumature. Chiedono quindi, fra le altre cose, maggiore inclusione e rappresentazione a livello mediatico. Poiché la pubblicità possiede ancora un impatto mediatico decisamente notevole, addirittura il 71% della Generazione Z afferma che vorrebbe vedere una maggiore diversità in campo pubblicitario. Non solo: i giovani si aspettano dalle aziende che questa diversità sia autentica, non soltanto d'immagine. Ogni brand dovrà in primis responsabilizzarsi, creando prodotti sostenibili e prendendo pubblicamente posizione sui problemi che stanno a cuore alla Generazione Z.

Questo vuol dire che le battaglie socioculturali della Generazione Z si riflettono anche sui loro consumi, visto che soprattutto coloro che rientrano nella fascia d'età dai 18 ai 24 anni indirizzano il proprio potere d'acquisto laddove vedano rispettati e condivisi i valori in cui credono. I membri della Gen Z sono inoltre abituati all'unità globale e a quella connessione veloce che mette in relazione persone, beni e servizi in un click. Ciò significa che il loro salvadanaio e di conseguenza il modo di spendere sono sempre più digitali, così come il loro modo di entrare in contatto con brand e attività commerciali d'interesse.

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pagherebbero di più per un prodotto realizzato in modo etico e sostenibile
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sono più positivi nei confronti di marchi che promuovono l'eguaglianza sui social media
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si sentono rappresentati da pubblicità che trattano il tema della diversità


Ottimizzare le strategie di digital marketing

L'urgenza di attuare una politica aziendale e una strategia di marketing che si ricolleghino ai valori della Gen Z sopra citati, è data dal fatto che questi ragazzi non sono più il lontano futuro, ma un presente che si avvicina ad alta velocità. La loro curiosità e la loro ricerca dell'alternativa migliore li spinge a testare ogni giorno nuovi brand, nuovi concetti; coscienti delle infinite possibilità che li aspettano, tendono a esplorare il mercato invece che a fidelizzarsi pigramente sulla base del risparmio. Per la Generazione Z comprare un prodotto o un servizio significa anche sostenere una determinata causa. Nel puntare sulla fetta di mercato che li riguarda, sarà bene dunque non affidarsi al caso.

Contrariamente a quello che si può pensare, alle aziende non basta attirare la loro attenzione tramite post simpatici e promozionali condivisi su Facebook o Instagram. Cosa allora dovrebbe fare nel concreto un brand? Prima di tutto cercare di dare vita a una connessione attraverso le communities. La Generazione Z deve essere vista come molto più di un target commerciale, e diventare invece fonte d'ispirazione. Fra potenziali clienti e brand (emergenti o meno) si deve instaurare un rapporto che non sia a senso unico ma aperto, reciproco, di dialogo continuo.

Oggi l'accesso alle communities è prevalentemente digitale, e proprio per questo motivo è fondamentale sapere dove e come si formano. Piattaforme di social network quali Instagram e Facebook costituiscono gli spazi in cui è possibile coinvolgere gli appartenenti alla Generazione Z attraverso immagini e messaggi che includono e celebrano la diversità. Inoltre, offrire loro connessioni personalizzate tramite piattaforme di messaggistica quali Messenger o WhatsApp è un ottimo strumento per accorciare ulteriormente la distanza della comunicazione.

A fronte dell'ampia gamma di messaggi promozionali e di brand a cui la Generazione Z è esposta quotidianamente sui social network, diventa essenziale una certa consistenza nel tempo riguardo forme e contenuti di ogni buon piano di marketing (oltre che un effettivo rispetto dei valori di cui l'azienda si fa portavoce in esso). I Post Millennials sono informati, conoscono molto bene i canali di comunicazione moderni con cui sono nati, nonché i propri diritti e doveri di consumatori. Pertanto, se si vogliono raggiungere determinati obiettivi commerciali, è necessario per ogni brand rivolgersi a un professionista che sappia delineare una strategia di digital marketing tanto fruttuosa nell'immediato quanto convincente nel lungo termine. Per quanto giovani, coloro che appartengono alla Generazione Z vivono in questo preciso istante il loro preponderante ingresso nel contesto economico. La maturità cui vanno rapidamente incontro passa anche e soprattutto dal modo in cui spendono, ed è quindi fondamentale per gli esperti di marketing rivolgersi a loro con piena consapevolezza.

 





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